GESTIONE DELLE RIVOLUZIONI E MOVIMENTI: OPTOR

Molti additeranno questo articolo come “complottismo”; ma basta che osserviate bene attorno per capire che viviamo nell’epoca del CAPITALISTA. Le terre ed i popoli sono mero capitale da vendere e comprare per poi far fruttare; e se non “gradisco” la gestione del mio “capitale” ecco che creo una “rivoluzione di popolo”.

La borghesia  in sordina sta comprando le terre, in un delirio di accaparramento globalizzato e planetario con le leve in mano alle impersonali multinazionali, che vedrà la proprietà privata come un bene superiore alla stessa vita umana

 

Parliamo di OPTOR:

Otpor non è altro che un’azienda che ha il compito di scatenare e portare a termine rivolte popolari (in teoria non violente, ma solo in teoria) atte a rovesciare i reggimi al potere. Otpor non ha nulla di genuino o etico, non si riferisce a rivolte giuste o che partono dal basso, il solo scopo di Otpor è servire il signore di turno che paga moneta sonante per avere una rivolta popolare in un determinato stato.
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Otpor ha gestito la rivolta serba e la primavera araba, gestisce la primavera messicana e altri gruppi attivi, anche in Italia (come Occupy Green Hill). Otpor è attiva in almeno 40 paesi in tutto il mondo e la cosa più incredibile è che tendono a riciclare sempre lo stesso logo o ad usare nomi notevolmente simili (usano la parola primavera ma anche nomi di fiori colori) il logo più usato lo troviamo quasi ovunque nel mondo e rappresenta un pugno chiuso.

 

primavere messicana

 

Rivoluzione arancione in Ucraina, Rivoluzione delle rose in Georgia, rivoluzione dei tulipani in Kirghizistan e rivoluzione dei jeans in Bielorussia. Rivoluzioni con simboli diversi, ma che hanno tutte lo stesso sponsor. DIFFIDATE DI QUESTE RIVOLUZIONI; TUTTI CON LO STESSO SIMBOLO?

 

 

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25 APRILE, CHE SUONINO LE TROMBE…

Come tutti gli anni arriva sempre il 25 Aprile; il giorno della gloria per  vili, mercanti, borghesi e stolti in generale.

Il giorno nel quale viene sancito la colonizzazione della nostra Nazione da parte degli americani e del Sionismo; il giorno più buio del vecchio secolo, che ad oggi trasciniamo, meglio, ci trascina verso l’abisso.

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Il giorno, che noi dalla parte “sbagliata”, non FESTEGGIAMO; ma che nessuno dovrebbe festeggia l’asservilismo allo straniero!

 

Ricordiamo alcuni episodi avvenuti in quel frangente temporale:

 

Strage di Oderzo (Tv)

Negli ultimi giorni di aprile del 1945, esattamente il 28, 126 giovani militi dei Btg. “Bologna” e “Romagna” della GNR e 472 uomini della Scuola Allievi Ufficiali di Oderzo della R.S.I. (450 allievi più 22 ufficiali) si arresero al C.L.N. con la promessa di avere salva la vita. L’accordo fu sottoscritto nello studio del parroco abate mitrato Domenico Visentin, presenti il nuovo sindaco di Oderzo Plinio Fabrizio, Sergio Martin in rappresentanza del C.L.N., il Col, Giovanni Baccarani, comandante della Scuola di Oderzo e il maggiore Amerigo Ansaloni comandante del Btg. Romagna. Ma quando scesero i partigiani della Brigata Garibaldi “Cacciatori della pianura” comandati dal partigiano Bozambo l’accordo fu considerato carta straccia e il 30 aprile cominciarono a uccidere. Molti furono massacrati senza pietà fra il 30 aprile e il 15 maggio. La maggior parte, ben 113, fu uccisa al Ponte della Priula, frazione di Susegana e gettati nel Piave. Pare si trattasse di 50 uomini del “Bologna”, 23 del “Romagna”, 12 della Brigata Nera, 4 della X^ MAS, e gli altri di altri reparti fra cui gli allievi della scuola. Altri furono trucidati sul fiume Monticano.La banda di “Bozambo”, “boia di Montaner”, al matrimonio tra Adriano Venezian e Vittorina Arioli, entrambi partigiani, al banchetto di addio al celibato di Venezian uno della banda affermò :- Ti auguriamo che tu abbia ad avere dodici figli e perché questo augurio abbia ad essere consacrato domandiamo che siano uccisi, vittime di propiziazione, dodici fascisti -.Fu così che la mattina del 16 maggio scelsero tredici allievi ufficiali della Scuola di Oderzo e li assassinarono nei pressi del Ponte della Priula. (Particolare delle stragi di Oderzo). (Contributo di Francesco Fatica dell’ISSES Napoli)Vedi anche, qui appresso i caduti sulla corriera della morte. In totale le vittime fra gli ufficiali della scuola di Oderzo furono 144.

 

I TRUCIDATI NELLA SOLA LOMBARDIA:

Lombardia 
In Lombardia, circa 8000 fascisti o presunti tali, uccisi.3500 a Milano, e 4500 nella provincia.
Di cui:730 nel Comasco;250 in Valtellina;800 nel Bresciano;370 nel Bergamasco;450 nel Pavese;300 nel Varesotto;100 nel Cremonese;e 80 in provincia di Mantova.
Le stragi più spietate avvennero a :
Como,Lecco,Cantù,Casnate con Bernate,Gera Lario,Mariano Comense e Uggiate Trevano.
A Uggiate furono passati per le armi, il 16 maggio,dieci ufficiali e soldati della RSI.A Mariano Comense,tra il 26 aprile ed il 2 maggio,, vennero trucidati tre civili, un vigile del fuoco,e nove tra ufficiali e soldati repubblicani.
A Casnate con Bernate,tra il 9 ed il 28 maggio,furono eliminati nove fascisti.A Cantù,tra il 26 aprile ed il 18 maggio,vennero uccisi tredici fascisti repubblicani. 
A Lecco,il 28 aprile,nel campo sportivo, furono massacrati tutti gli ufficiali del Battaglione “Perugia”, della GNR.Essi si erano arresi ai partigiani, dopo 48 ore di combattimento,Venne loro promessa la vita, ma dopo la resa, furono tutti uccisi.
A Lecco, fu nominato, per “ripulire la città” il comunistra Dionisio Gambaruto,detto “Nicola”.Sotto il suo comando, vennero uccise decine di persone,Quaranta di questi sventurati, poterono poi essere identificati ma almeno 130 scomparvero uccisi al Pizzo di Cernobbio, gettati in acqua profonda circa 300 metri.
Ecco i nomi di questi illustri patrioti:
Michele Moretti detto “Pietro”;Erminio Gianatta detto “Aldo”;Erminio Dellera detto “Pierino”;Maurizio Bernasconi, i fratelli Aldo e Piero Piffaretti, i fratelli Mazzoleni, Ignazio Molteni, Enrico Aggio detto “Tigre”, Natale e Napoleone Negri,Angelo Vecchietto,detto “Angiulott”,Attilio Quarniolo, Adolfo Fenta,Ennio Pasquali detto “Nado”,Giovanni Rasero detto “Mitra”,Dino Cassinelli detto “Mario”,Luigi Lunini detto “Lunin”, Mario Colombini e la sorella dei fratelli Negri, soprannominata “Mirka”. 
Sondrio

A Valmasino furono uccisi:il milite Ivo Orlandi;Gino Barnabò,Paride Cappelli,Martino Cazzola,Gabriele Ciceri,Ermanno de Rienzo,Emilio Fattor,Rosario Giunta, Pietro Mazzoni,Simeone Maestroni,Giovanni Passador,Guido Pescatori,Angelo Rivaldi,Gabriele Tatangelo.
Un altro elenco di eccidi perpetrati dai partigiani in Valtellina:
Eccidio di Verceia:tra il 3 ed il 4 maggio, in una galleria sulla strada statale dello Spluga,vennero soppressi:Marino Banchieri,Giuseppe Verini,Giacomo Carrega,Achille Ceccarelli,Emilio Coltani, Giovanbattista Fontana,Edilio Piatti e trte rimasti ignoti.
Eccidio di Castione:nella notte del 3 maggio, fu massacrato un gruppo di ufficiali prelevati a Sondrio:Ecco i nomi:Cesare Bedognè,Leonardo Bini,Corrado Brozzi,Tommaso di Martino;Vittorio Frati;Ernesto Luzzi;Angelo Mattei;Adolfo Morelli;Giorgio Merigo;Cesare Nicchiarelli;Enrico di Poggio;Domenico Guerrazzi.
Eccidio di Ardenno:nella notte del 5 maggio, vennero trucidati i seguenti ufficiali, prelevati nelle carceri di Sondrio:Enzo Barbini,Giuseppe Cinieri,Pio Cimetta,Brunetto Chiaramonti,Marino Galli,Albizzo Girì,Marco Melloni eCarlo Pasini.
Eccidi di Sondrio:trta il 27 aprile ed il 7 maggio, vennero trucidati 38 fascisti, tra cui quasi tutti i componenti del direttorio del PFR.
A Morbegno, ove comandava un “capo” partigiano di 18 anni,Francesco Giordani detto “Jack”, di nota borghesia milanese, furono trucidati;Domenico Begalli,Vittorio Bisi,Alessandro Cadunz,Domenico Chiavenna,Ugo Contini,Giuseppe Ferrè,Giancristoforo Piccardi,Tommaso Ronconi,Franco Santi e Luigi Sasso.
A Tirano, furono uccisi 26 militi della RSI. 
Brescia
I massacri dell’aprile-maggio 1945, portano sopratutto un nome, quello del comunista Tito Tobegia,, responsabile di avere ordinato e personalmente eseguito decine di condanne a morte.
In località Dossei, nella notte del 9 maggio, un autocarro scaricò degli strani involti….Un contadino, Giacomo Lonati,va a vedere..da una buca larga quattro metri e profonda tre, emergono un pezzo di testa e piedi umani….Appena si fa chiaro,il Lonati va in paese e avverte le autorità..Dalla buca vengono estratti dieci cadaveri…tutti col volto irriconoscibile .secondo la sperimentata tecnica degli assassini comunisti.
Tuitti avevano le unghie strappate; uno aveva i visceri quasi fuori della pancia, e per contenerglieli gli avevano chiuso il buco con un lucchetto….. 
Pavia
Dei 450 fascisti uccisi nel pavese, circa 200 sono della zona di Tortona.
A Stradella, il 1° maggio, furono fucilati 17 giovani legionari componenti il presidio locale, il più anziano aveva 22 anni; il più giovane, 14. 
Bergamo 
Il massacro più impressionante fu quello di Rovetta,dove furono uccisi 43 su 47 legionari della Legione “Tagliamento”La fine della guerra sorprese la Legione “Tagliamento”al Passo della Presolana.,Essi non avevano automezzi, Allora, gli ammalati o feriti, furono affidati al parroco di Rovetta.Questo, il 25 aprile.Essi furono accomodati in una scuola, dopo venti chilometri percorsi a piedi….Il 28 aprile giunse un camion di partigiani, armatissimi.I partigiani, ne risparmiarono tre, troppo piccoli e malati, ed un altro che riuscì a fuggire, ma gli altri 43 furono portati al cimitero di Rovetta, e fucilati.Invano, donne del posto implorarono pietà per quei giovanissimi..furono respinte e minacciate.
I caduti, furono sepolti in due fosse comuni, dopo essere stati depredati di tutto:orologi, catenine,dei pochi soldi che il Comandante aveva distribuito loro..
Dopo anni, furono esumati, ma non li si potè riconoscere.Furono presi e deposti in un unico grande sarcofago al Cimitero del Verano, a Roma.
Si fece anche un processo, finito con la solita vile dicitura:”Fatto di Guerra”…… 
Ecco i nomi di quegli sventurati, tutti giovanissimi, a significare l’odio politico che li distrusse, perchè i partigiani del PCI non agivano come leali soldati, ligi alle leggi militari, ma come sicari di un partito, che intendeva eliminare futuri avversari politici, tanto più se giovani che in futuro gli avrebbero dato filo da torcere: 
Andrisano Fernando, anni 22
Aversa Antonio,anni 19
Balsamo Vincenzo,anni 17
Banci Carlo, a nni 15
Bertineschi Fiorino, anni 18
Bulgarelli Alfredo, anni 18
Cristini Fernando, anni21
Cavagna Carlo, anni 19
Dell’Armi Silvano, anni 16
Dulseni Bruno, anni 20
Ferlan Romano, anni 18
Fontana Antonio, anni 20
Fontana Vincenzo, anni 18
Foresti Giuseppe, anni 18
Fraia Bruno, anni 19
Gallozzi Ferruccio, anni 19
Garofalo Francesco, anni 19
Gazzaniga Valerio, anni 19
Gerla Giovanni, anni 18
Giorgi Mario, anni 16
Grappaudo Balilla, anni 20
Lagna Franco, anni 17
Marino Enrico, anni 20
Mancini Giuseppe, anni 20
Martinelli Giovanni, anni 20
Panzanelli Roberto, anni 20
Pennacchio Stefano, anni 18
Piellucci Mario,anni 17
Piovaticci Guido, anni 17
Pizzitutti Alfredo, anni 17
Poncarelli Alvaro, anni 20
Rampini Vittorio, anni 19
Randi Giuseppe, anni 18
Randi Mario, anni 16
Rasi Sergio, anni 17
Solari Ettore, anni 20
Taffurelli Bruno, anni 21
Terranera Italo, anni 19
Uccellini Pietro, anni 19
Umena Luigi, anni 20
Villa Carlo, anni 19
Zarelli Aldo, anni 21
Zolli Franco, anni 16 

 

 

PARTY

Leggete questo articolo http://www.ilgiornale.it/news/interni/cos-sabotano-mio-film-sulla-strage-pi-feroce-commessa-dai-854604.html

 

Questa liberazione, che in realtà è una colonizzazione, è stata colorata con il sangue di innocenti, di non combattenti, di anziani e bambini. Tutto per mano partigiana, tutto supportato e avvallato tutt’oggi dall’ ANPI.

 

Verifichiamo in pochi passi come siamo stati “liberati”:

 

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KKK, PIKE & MASSONERIA

Chi è Pike?

Albert Pike (Boston29 dicembre 1809 – Washington2 aprile 1891) è stato un generaleavvocatoscrittoremassone statunitense. Pike è l’unico militare confederato ad essere commemorato con una statua a Washington.

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Ma ecco Pike, dai più osannato per il KKK:

Malgrado oggi la maggior parte dei massoni americani non lo abbiano mai sentito nominare, Pike è stato uno dei più illustri e famosi capi della Massoneria di Rito Scozzese.
Ricoprì la funzione di Sovrano Gran Commendatore dal 1859 fino alla sua morte, nel 1891.

In un discorso del 1889, tenuto in Francia agli alti gradi della Massoneria, il generale Pike aveva pronunciato parole che ancora oggi danno vita a ampi dibattiti: “Ciò che dobbiamo dire alle folle è che (…) la religione massonica dovrebbe essere mantenuta, da tutti noi iniziati degli alti gradi, nella purezza della dottrina luciferina.
Lucifero è Dio e sfortunatamente anche Adonai è Dio. Per la legge eterna, per cui non v’è luce senza ombra, bellezza senza bruttezza, bianco senza nero, l’assoluto può esistere solo come due divinità: essendo l’oscurità necessaria alla luce per servirle da contrasto…”

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Nella Massoneria Dio viene presentato solo come un Dio d’amore che ama pergiunta i peccatori. Albert Pike infatti nel suo libro Morals and Dogma afferma: ‘Nessuno ha il diritto di pensare meschinamente della sua razza, a meno che egli pensi meschinamente anche di sè stesso. Se da una singola colpa o un singolo errore, egli giudica il carattere di un altro, e prende il singolo atto come la prova di tutta la natura dell’uomo e di tutto il corso della sua vita, egli dovrebbe acconsentire ad essere giudicato mediante la stessa regola, e ammettere che sia giusto che altri lo debbano in questo modo condannare ingenerosamente. Ma tali giudizi diventeranno impossibili quando egli ricorderà incessantemente a sè stesso che in ogni uomo che vive esiste un’Anima immortale che si sforza di fare quello che è giusto e retto; un Raggio, per quanto piccolo e quasi impercettibile, proveniente dalla Grande Sorgente di Luce e Intelligenza, che sempre lotta verso l’alto in mezzo a tutti gli impedimenti del senso e gli ostacoli delle passioni; e che in ogni uomo questo raggio muove guerra continuamente contro le sue passioni malvage e i suoi sregolati appetiti, o, se pur soccombe, esso non è mai interamente estinto e annichilito. Perché egli capirà allora che non è la vittoria, ma la lotta, che merita onore, dato che in ciò come in tutto il resto nessun uomo può sempre comandare il successo. Fra una nuvola di errori, di fallimenti, e mancanze, egli cercherà l’Anima che lotta, ciò che fra il male è buono in ciascuno, e credendo che ognuno è migliore di quanto non sembri dai suoi atti e le sue omissioni, e che Dio ha ancora cura di lui, ed ha pietà di lui e lo ama, egli sentirà che persino il peccatore errante è ancora suo fratello, che ha diritto alla sua comprensione, ed è legato a lui dagli indissolubili vincoli della comunione’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 857 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md33.htm).

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Una delle più grandi autorità massoniche è stato Albert Pike (1809-1901), “Sovrano Gran Comandante del Concilio Supremo del Sud della massoneria Scottish Right” negli Stati Uniti e “membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo” (da: Enciclopedia della Massoneria, di Albert Mackey e Charles McClenachan, The Masonic History Company, 1921, rev ed, 2:564). Egli scrisse “Morali e Dogmi dell’Antica e Accettata Scottish Rite della massoneria per il Concilio supremo del 33esimo Grado”, che fu pubblicato dalla sua autorità. Questo compendio del credo massonico collega la massoneria all’Induismo, al Buddismo, al Zoroastrianismo e ad altre religioni.

In esso, Pike dichiara tra l’altro che tutti i massoni di grado inferiore al 32° vengono intenzionalmente ingannati mediante false interpretazioni. La verità su questo culto è conosciuta solo dagli Adepti, i Principi della Massoneria (cioè, quelli di 32° e 33° grado).

 

MORALS and DOGMA  pdf (http://www.hermetics.org/pdf/masonry/Albert_Pike_-_Morals_and_Dogma.pdf)
 
 
KKK KKK54
Non definitelo Nazionalsocialista… osservate, osservate…
 
 
 
Luca

SESSO ANALE,TRA INVERTITI, SPIEGATO NELLE SCUOLE…..

Dopo le fiabe GAY negli asili, dopo che l’UNAR distribuisce opuscoli sulle famiglie “diverse” nelle scuole – noi non le chiamiamo famiglie ma deviazioni -, dopo i GAY politici che insegneranno(orribile parola) o meglio rieducheranno i piccoli su come si cambia sesso(ma perché?) ora troviamo anche opuscoli, sempre distribuiti nelle scuole, su come avere rapporti omosessuali protetti.

Sembra chiaro l’obbiettivo delle lobby GAY! Sembra anche chiaro che ormai le minoranze deviate, non solo vengano protette, ma anche esaltate; vengano esaltate le loro deviazioni.

Iniziando dalle scuole la Rieducazione, oppure la contro educazione, ha effetti deleteri sulla forma ideologica, in formazione e sviluppo, dei bambini. Non parlo di IDEOLOGIA politica, parlo di forma chiara mentale. Partendo dai bambini, questi deviai sessuali e mentali, insinuano nella loro mente, e nella società del futuro, che  omosessuale è giusto e magari è anche bello! Utilizzano questo sistema di scavalca il primo educatore storico e incontrovertibile: IL GENITORI – PADRE E MADRE-

I governanti, di qualsivoglia ala politica, incitano queste oscenità, le finanziano e le trascrivono sui fogli di legge.

Gli omosessuali, invertiti, tutti quelli che professano “l’amore” tra elementi(non esseri umani) dello stesso sesso dovrebbero RICORDARE GRAZIE A CHI POSSONO, ORA, PROPINARE TANTE CIARLANATE: POSSONO PARLO GRAZIA D UN UOMO ED UNA DONNA E NON GRAZIE A DUE UOMINI OPPURE DUE DONNE!

Tra qualche anno potremmo approvare anche rapporti come:

1 – umano/animale

2 – umano/vegetale

3 – vegetale/animale

con relativi diritti…

Ma i doveri li lasciamo solo a quelle persone NORMALI, agli ETERO!

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TV PER FORTUNA CI SEI TU

La Tv….

Lo sappiamo  che i programmi televisivi, di conseguenza la televisione, non sono creati per acculturare le persone ma sono utilizzati per far pensare ad altro, a frivolezze evitando accuratamente la realtà.

Quando un programma “culturale- informativo” viene trasmesso il rischio di manipolazione è  maggiore, come i programmi su  History Channel,Mistero, Voyager.

Su questo canale si propone la “nuova cultura” quindi anche il più ignorante può diventare uno storico….fosse vero!

Quello che più colpisce sono i programmi sugli “alieni” e sui “nazisti” che offrono una serie di falsi storici e pure invenzioni consone solo nella cinematografia di matrice  fantascientifica.
Ripropongono le solite bufale, con immagini tratte da reperti storici e voce descrittiva che racconta tutt’altro; sottolineando il sonoro che avvalla la voce narrante e non le immagini.
La conclusione? Ci hanno creato gli alieni i quali hanno aiutato i nazisti nel tentativo di conquista mondiale; ma gli Ameri-cani, Inglesi ed Ebrei hanno salvato il mondo; con una mano della Grande Madre Russia!

Per fortuna che vi sono questi programmi, chiari dove sia le  immagini che le parole sono chiare e definite! Ora anche voi sapete la verità!

 

 

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LA PROPAGANDA VIENE DA LONTANO, DENIGRATA MA UTILIZZATA…

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

11. Principio dell’unanimità.

Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

 

Sopra riportato potete leggere gli 11 punti della FONDAMENTALI  della propaganda mirabolante di Joseph Paul Goebbels.

Joseph Paul Goebbels, dirigente del partito Nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, venne e viene denigrato, deriso, insultato.

 

Ora valutiamo i signori che denigrano Joseph Paul Goebbels; sono gli stessi signori(per comodità ma non per fatto utilizzo l’appellativo “signori”): utilizzano gli stesi principi di propaganda!

Usano la base di propaganda perché risulta efficacie…

Da Renzi a Monti, da Prodi a Berlusconi; i punti della propaganda sono sempre gli stessi, nel particolare distogliere l’attenzione con futili motivi.

Ciò per sottolineare la GRANDEZZA di Uomini come Joseph Paul Goebbels e la debolezza dei figli di Piazzale Loreto!

 

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TEOLOGIA: LA SCIENZA DELL’IGNORANZA

Rutilio Sermonti

TEOLOGIA : LA SCIENZA DELL’IGNORANZA

E Dio creò l’Uomo a sua immagine e somiglianza. Basta solo una frasetta come quella a condensare tutta l’infinita stoltezza per la quale sono stati scritti milioni di volumi, indette migliaia di assemblee e congressi, fondate accademie e università, eretti solenni e sontuosi monumenti d’arte, radunate folle immense, accumulate ricchezze incalcolabili, ed anche scannate con voluta efferatezza milioni e milioni di persone innocenti. Il tutto, per il nulla assoluto, per l’aria fritta, per vaniloqui privi di ogni senso, compreso quello del ridicolo.
Prendiamo in esame la frasetta detta all’inizio.
Per creare l’Uomo a sua immagine e somiglianza, Dio doveva possedere un’immagine, prima che esistesse l’Uomo, anzi, l’intero creato. Avere delle fattezze, dico bene ? Ma che sono le fattezze ? Sono l’insieme dei c.d. “lineamenti”, cioè della disposizione, nella faccia, delle linee e colori che essa presenta alla vista altrui, e che chiamiamo bocca, occhi, sopracciglie, peli vari, eccetera.
Chiunque raggiunga la maturità mentale di un bimbo di due o tre anni, sa bene, però che tutti quei “cosi” sulla faccia non sono svolazzi di fantasia, bensì precisi “organi”, aventi uno scopo, che può essere raggiunto solo se collocati come sono. Denti piazzati alla sommità del capo, tra i capelli, od occhi sbrilluccicanti tra le natiche sarebbero solo inutili impicci. Non solo, ma i denti, così utili per masticare, potrebbero risparmiarsi la fatica, se non ci fosse uno stomaco pronto a ricevere il cibo masticato, e così di seguito, fino all’ano.
Domanda teologica: che cavolo ci faceva Dio con tutti quegli amminnicoli, quando c’era lui solo ? Se li portava dietro “ab aeterno”, solo in previsione di usarli come modelli per creare l’Uomo ?
Che è: una barzelletta ?
No: è la Teologia !
E la Teologia non è altro che quello, o altre cose del medesimo livello di inesistenza.
O ci rassegnamo anche noi ad adorare, seri seri, tutti in coro, il Sacro Buco del Santissimo Culo dell’ Altissimo, o riserviamo all’austera Teologia il trattamento che merita. Non si scappa!
Dovunque si vada spigolando nella serie interminabile delle pietose “trovate” del clero, secolo dopo secolo, per mantenere la sua dignità , il suo prestigio e i suoi privilegi presso gli ingenui creduloni e strizzare le loro borse, non ci s’imbatte che nel medesimo sistema, grossolao ma efficace. Sparare a getto continuo affermazioni di fatto incontrollabili (i cosiddetti dogmi della fede), ma rispettando le nozioni profane diffuse nelle varie epoche, e poi compiere i più funamboleschi esercizi verbali quando, dimostrate false e abbandonate quelle nozioni, i dogmi diventavano controsensi.
L’esempio più chiaro ed eloquente si ebbe allorchè il loro onnipotente Iddio, per rimediare al proprio errore di creare il “peccato” (ma non era infallibile ?), fu costretto a riprodursi, e cioè a figliare. Da chi fosse costretto, non si sa, ma i preti lo sanno. Ed, essendo Costui di sesso maschile, coma attestato dalla barba,
e Mammifero per giunta, dovette cercarsi in giro una Mammifera da fecondare. La faccenda si presentava imbarazzante. Ma la lingua dei Teologhi è guizzante. “La Mammifera -scrissero nel Credo- “concepì di Spirito Santo”, senza che al vecchio Dio fosse necessario adibire la propria Santissima Minchia.
Tutto a posto, no? Capra e cavoli, come suol dirsi.
Macchè! Tutto a posto ai tempi di Nicea. Ma non più nel secolo XVIII, per colpa di Van Loewonhoeck.
Costui, tutt’altro che un teologo, era un ottico, che ebbe la malaugurata idea di inventare il microscopio. E , scrutando nel microscopio, vide, nelle sperma virile, migliaia di vivacissimi
spermatozoi che, forando la membrana degli ovuli, contribuivano al 50% alla formazione del gameto da cui si sarebbe formato l’embrione.
Addio Spirito Santo!.
Perchè, se il contributo virile alla procreazione non era l’astratta e inefinibile “forza vitale”, ma tutti quei materialissimi cosetti scatenati, con tanto di peso, di formula chimica e persino di coda e di capoccia perforante, per produrli – come le uova femminili, ci voleva un organo altrettanto materiale, detto dal volgo coglioni. Ma non coglioni di tortora ( a Dio non servivano pulcini, ma un figlio umano): belli, ovali e massicci testicoli umani. La colomba dello Spirito Santo, in altri termini, doveva trasformarsi in cojomba. Ce la vedete, la poveretta, a spiccare il volo con quel popò di zavorra tra le coscette ?
Niente da fare, l’Altissimo era costretto a rinunziare all’alibi e ad adibire il proprio aggeggio santissimo dal quale, come s’è visto poc’anzi, aveva tratto il modello per creare le non sante minchie di noi mortali.
Ma questo si chiamava adulterio, no? Ma questo era un “desiderare la donna d’altri” che il medesimo Altissimo aveva severamente proibito, pena le fiamme dell’inferno !
Poi c’è chi protesta ( detto, appunto, protestante) perchè Santa Madre Chiesa predica bene e razzola male. E che dovrebbe fare: il processo a Dio? Ha inventato i Teologhi, addetti a mettere pezze verbali su ogni sorte di incongruenza, e di rifilare ai “fedeli” cobellerie come la Vergine che resta Vergine anche dopo uno o più parti .Ma che significa , in latino, virgo (italiano: vergine)? Non ce l’hanno, i teologhi, tra montagne di sacri bla-bla, uno Zingarelli ? Forse è per quello che continuano a gloriarsi come di un privilegio, loro e il loro Dio fatto a rate, di essere progenie di una madre zittella.
E basta, col tedioso argomento.
Sarò accusato di essere irriverente. Accusa giustissima. Sono quanto di più irriverente si possa immaginare.
E me ne vanto.
Perchè, quando i vaniloqui teologici saranno sommersi dalle pernacchie che meritano, forse si comincerà ad occuparsi delle cose serie che incombono. Semprechè si sia ancora a tempo!

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LA TRAPPOLA DEL PENSIERO LIBERO

LA  TRAPPOLA  DEL  LIBERO  PENSIERO
    Durante la prima guerra mondiale, si usarono da ambo le parti i cosiddetti “lacci giapponesi”. Si trattava di cordicelle rigide, di poco affioranti dal terreno accidentato e praticamente invisibili, azionanti una mina anti-uomo. L’estrema attenzione necessaria per evitarle obbligava gli attaccanti a procedere con molta lentezza, sotto il fuoco dei difensori.
      Riflettendo sul libero pensiero, autentico idolo del secolo XVIII, l’attenzione mi è corsa a quelli: Cercherò di spiegare perchè.
      Parto da un fatto che s’impone per la sua evidenza a chiunque studi la vita, sia vegetale che animale (biologia). Che nessun essere vivente potrebbe esistere da solo, ma solo integrandosi con numerosi altri, sia a lui simili che del tutto diversi. E’ letteralmente impossibile neppure parlare “scientificamente” dei processi vitali di qualsiasi specie, senza nominarne una vasta serie di altre, ad essi necessariamente connessi. Chiediamoci ora come avvengono tali continue connessioni.
     La prima fase possiamo definirla ” percettiva”. Percezione visiva, percezione acustica, percezione termica, percezione tattile,e così via. Essa viene assicurata dai cosiddetti SENSI ( che  si usa limitare a cinque, ma sono, a ben vedere, molti di più). Ma essa vale solo a stabilire il contatto tra il soggetto e tutti gli altri. E’ solo la premessa per l’integrazione; non si identifica con essa. Perchè l’integrazione  avvenga, occorre passare alla seconda fase, che per comodità definirò “sensitiva”.
     Ciò è certamente vero anche per le piante, ma il dialogo con esse è alquanto difficoltoso. Meglio limitarsi agli animali: categoria di cui anche noi facciamo parte.
     Sono le sensazioni, ben diversamente sviluppate da specie a specie, e, in certi limiti, anche da individuo a individuo, che possono farci conseguire l’integrazione in che consiste la vita.
     Ogni specie è dotata dei mezzi necessari per la sopravvivenza, e ne è prova inconfutabile il fatto che sopravvive. Essi sono molto vari, tra specie e specie. La domanda di CHI l’abbia dotata è una domanda mal posta, e vedremo perchè. Ma non v’e mezzo che possa bastare, se non lo si sa impiegare. Alla dotazione di mezzi posseduta da qualsiasi specie deve quindi aggiungersi. anche il modo di impiegarli, e anche quello è una dotazione, non meno necessaria.
   Sempre limitandoci all’osservazione, vediamo allora come avviene la scelta del modo da parte delle diverse specie, suddividendo tassonomicamente le forme di vita a seconda dei mezzi e dei modi di usarli proprio di ciascuna.
   Il sistema più largamente usato dalla natura, ci risulterà quello dell’edonismo (nel senso biologico, non in quello morale in cui si usa). L’animale adotterà il comportamento per lui più “piacevole” e si asterrà da quelli che gli sono dolorosi o ripugnanti, solo perchè tali, senza che gli occorra conoscere la funzione vitale del primo. Siamo quindi ancora a un livello inferiore a quello dei cosiddetti “istinti”. A tale livello (e cioè a quello delle conoscenze innate) ci è tuttavia necessario ricorrere. Le attività animali più complesse e raffinate, sì da incutere ammirazione persino in noi uomini, non possono certo spiegarsi con la scelta del più piacevole. Il ragno che tesse, con assoluta perfezione, la sua prima tela, non può certo, con la nostra umana logica, essere spiegato, nella miracolosa collocazione e intreccio di fili pervi ed impervi, col “piacere” che essa può dargli !
   E parliamo allora di “istinto”, e cioè di sapienza inconsapevole e innata, facente parte integrante, pur se invisibile, dei caratteri di ogni specie.
   Ma ad ogni etologo, anche dilettante, anche quello non può bastare. Ad ogni passo di tale disciplina, ci si imbatte non a caso, soprattutto in mammiferi e uccelli, in forme di  “apprendimento”, in cui i nuovi nati imparano dagli adulti, che, dal loro canto, si impegnano ad “educarli”, non solo con l’esempio, ma con vere e proprie esercitazioni. Inutile citare esempi, che tutti conoscono.
Che sono tali attività se non forme semplici di linguaggio ?
   Nelle diverse razze di uomini (che, meglio, dovrebbero definirsi sottospecie), l’articolazione del linguaggio, che ne permise l’applicazione visiva (scrittura) , incrementò in misura esponenziale la possibilità di comunicazione infraspecifica (e, purtroppo, anche gli impieghi fraudolenti di essa).
    Fin qui, si badi, abbiamo considerato tutto dal punto di vista di quella integrazione biologica che rende possibile la vita sulla Terra.
    Non è geocentrismo. Non ignoriamo affatto l’esistenza del resto del Cosmo. Solo che, di quello, possiamo percepire, tutt’al più, l’esistenza, e avere poche nozioni teoriche, frutto del nostro umano pensiero. Noi viviamo sulla Terra, non nell’universo. La Terra è la nostra casa e la nostra misura, anche della nostra nozione di “necessità”. Persino le divinità monoteistiche che ci siamo inventate, non si sottraggono alla sorte di essere pedissequamente terrestri. Il dio cristiano ha persino le chiappe (sennò, come farebbe a “sedere”, senza sedere ?).
   Continuiamo la nostra pacata disamina e chiediamoci come avviene quella superiore forma di comunicazione, propria di noi uomini, che è il linguaggio articolato.
   Primo requisito, non certo esclusivo degli uomini, ma per loro particolarmente importante, è la memoria.
   La memoria è un fenomeno psichico, simile, in fondo, a quello acustico dell’eco. Consiste nella capacità di percepire nuovamente un segnale, anche dopo che quello ha cessato di essere emesso. Nel grande magazzino dei ricordi, che ognuno possiede, essa si incontra e si integra con infiniti altri ricordi, sino a dare il senso del continuum tra passato e presente. Superfluo dire quale sia l’importanza della memoria per l’utilizzazione del pensiero ai fini della sopravvivenza, essendo proprio essa che gli permette di basarsi, non solo sull’esperienza presente, ma anche su quella passata, e poi -con la ricordata articolazione del linguaggio- su quelle altrui.
   Possiamo senz’altro azzardarci ad affermare che la forma più alta e complessa di comunicazione sia quindi il pensiero, che permette di utilizzare esperienza e memoria, collegandole tra loro con un nesso logico (sillogismi), che le rende utilizzabili per i più disparati bisogni. A ciò si deve se l’Uomo, che è il meno specializzato fisicamente di tutti gli animali, è quello che possiede la maggior quantità di risorse.
   Non abbiamo detto niente di nuovo. Abbiamo detto cose che sanno tutti, ed è vero. Cose che si possono sapere senza libri nè cattedre: solo guardandosi intorno. Ma era necessario, per segnalare l’inizio del terreno infido. Pericolo: sabbie mobili !
   E il pericolo, grave e mortale (non l’abbiamo scoperto noi !) deriva proprio dal sopra lodato pensiero !
   In che modo?- ci chiederà, indignato, ogni fedele tele-utente. – Non vorrete mica negare il progresso della cultura !
   Ci rincresce, ma ciò che dobbiamo e possiamo negare è proprio quello.
   Mi sforzo di continuare con la pacatezza della modalità sinora adottata.
   La pericolosità del pensiero consiste proprio nella sua proclamata libertà, che vuol dire intolleranza di qualsiasi controllo che non provenga dal pensiero stesso. E’ una pretesa che cozza, non solo con la saggezza tradizionale, ma anche con la famosa logica.
   Per poter validamente controllare, e cioè preservare dagli errori e dagli abusi, occorre che chi controlla possieda una capacità e un rigore superiore al controllato. Nessuna organizzazione, anche economica, che preveda controlli interni, può permettersi di ignorare tale regola fondamentale. Solo nei sistemi politici democratici, le funzioni di controllo sono sinecure che si danno per meri motivi clientelari, e infatti non controllano che i favori dovuti agli amici degli amici.
    Il controllo del pensiero, al fine che esso non si ponesse al servizio di finalità diverse od opposte a quella consevativa e regolatrice delle comunità di riferimento, venne così a mancare del tutto, e l’ampiezza sterminata delle possibilità che il primo poteva garantire agli uomini divenne, anzichè un pregio, un difetto. Al punto che proprio quel pensiero che abbiamo catalogato come il più elevato e complesso dei mezzi di integrazione vitale, è stato, di fatto, il principale agente di distruzione della vita, e addirittura – autorevoli fonti di osservazione lo sostengono – delle condizioni stesse perchè la vita, su questo pianeta, possa continuare.
    Esiste ancora un rimedio?
    La risposta a questa domanda è difficile. Non difficile in se: difficile per motivi…soggettivi. Difficile perchè chi dovrebbe darla è, di regola, talmente inquinato di persiero degenerato da non riuscire a concepire altro metodo se non nell’ambito degli steccati che il medesimo pensiero gli ha assegnati. E in quell’ambito, s’e visto, rimedi validi è impossibile trovarne. Nel frattempo, giorno per giorno ma con ritmi esponenziali, quegli steccati sono stati resi così micidiali, come fili spinati percorsi dall’alta tensione, che attraversarli è impossibile.
    Occorrerebbe soltanto -per usare un paragone geometrico- porsi su un altro piano, ossia passarvi sopra o sotto.
    Ma il “sotto”, dall’avvento della forma di pensiero denominata Psicoanalisi ( Freud, Adler, Jung, eccetera) è già occupato dal subconscio, detto non a caso “subliminale” (sotto al confine) che, reso conscio dagli esperimenti dei suoi specialisti, ha finito col diventere il solito affare e, a livello dilettantesco, una moda snobistica prodiga di autentici “best sellers” e di cervellotici intrecci, che con la realtà nulla hanno a che fare. Fanno eccezione solo gli Stati Uniti, che – come tutti sanno e fingono di non sapere – non sono un popolo, ma una gabbia di svitati.
   Ci resta -unica risorsa- il “sopra”.
   C’è chi pensa che un “sopra” non esista.
    Dimentica però che, proprio essendo superiore al pensiero, il Sopra non ha alcun bisogno di essere pensato, per esistere!. Come, per gli animali superiori, abbiamo visto, vi è una sfera di impulsi vitali, attivissima, che non deriva loro, nè dalle percezioni nè dalle esperienze nè da apprendimenti, ma appare innata, non si vede proprio perchè qualcosa di analogo sarebbe negato proprio all’Uomo, che sarebbe in tal modo un diseredato, e non un privilegiato, tra gli altri viventi.
   Innata, vuol dire che fa parte del loro essere. Dobbiamo quindi cercarla anche noi nel nostro essere. L’assioma cartesiano si capovolge: sum, ergo cogito. Si può discettare quanto si vuole, sulla vita, ma la vita in sè si vive, non si pensa. La nostra sapienza superiore; quella capace di controllare il pensiero impazzito e di ricodurlo alla sua funzione naturale, fa parte del nostro essere. “E'” il nostro essere.
   Quando dicevo, all’inizio, che il problema di CHI ce l’abbia dato, quell’essere, è mal posto, come tutta la cosiddetta teologia, alludevo proprio alla ridicola pretesa del pensiero di rispondere a domande create proprio dalla sua vana presunzione. Il pensiero, come le unghie dei predatori, le ali degli uccelli, gli zoccoli degli ungulati, non è che un mezzo, che solo noi uomini possediamo, per consentire alla nostra specie di affrontare vittoriosamente la lotta per la vita, sostituendo alle specializzazioni dell’animalità la nostra versatilità. “State contente, umane genti, al quia”, ammonì il Poeta. Come tutti gli altri mezzi che abbiamo scorsi, esso abbisogna, per essere utile, che se ne faccia l’uso corretto, e tale indicazione è innata nel nostro modo di essere, come l’arte delle umili termiti, nel loro. 
  Contiamo su quello, con una FEDE che è l’unica ad essere sensata, perchè non creata dal pensiero fantastico di altri uomini. E’ una fatica, si badi bene, che non consiste nella pretesa scoperta di verità, ma nella ripulitura dalle incrostazioni e dagli inganni che ci discostano da noi stessi.
  Nell’umile funzione di ramazza, può soccorrerci, si, persino il pensiero,  sia con le sue copiose contraddizioni che con il terrificante spettacolo del suicidio di massa a cui ci ha condannati, che ormai si vede, si ingolla, si respira, senza bisogno di sforzarsi tanto il cervello. Ma non oltre.
  Oltre, però, troveremo al fine noi stessi. Compreso quel “sovrannaturale” che direttamente ci compenetra, senza mestieri di idoli di sorta.
 
 
Rutilio Sermonti
 
 
TRAPPOLA

 

L’IGIENE DEL LINGUAGGIO

L’ IGIENE  DEL  LINGUAGGIO
   Se vogliamo affrontare con realismo ed efficacia l’arduo problema, che da oltre mezzo secolo ci tormenta, dei motivi che si oppongono  al fare una sola compagine dell’autetica diaspora verificatasi tra i combattenti della Santa Causa sopravvissuti alle stragi “liberatorie”, e poi tra i loro più giovani epigoni, ormai anch’essi con le tempie bianche, non possiamo nasconderci che uno di essi risiede nell’inquinamento “strisciante” del linguaggio.
   L’introduzione nella terminologia in uso, anche nelle nostre file, di termini e categorie del tutto estranee alla nostra concezione del mondo e della vita ( in Tedesco, Weltanschauung ) ha fatalmente partorito una ricca serie di distinguo e di incomprensioni prive di senso, ma, proprio perchè tali, molto faticosamente superabili.
   Tale il motivo per cui è assolutamente necessario -oserei dire “prioritario”- dedicarsi con meticoloso accanimento alla ripulitura del nostro linguaggio da tutto il ciarpame rimastogli appiccicato dalla contiguità coi vaniloqui “democratici”. E c’è un solo modo di ripulirlo: liberarsi degli effetti dell’abitudine, il che può farsi solo acquisendo l’abitudine contraria, e cioè NON FACENDONE MAI USO.
   Io cerco di farne la regola di tutti i miei scritti e conversazioni, e sarò grato a chiunque vorrà picchiarmi sulle dita, ove mi cogliesse in fallo.
   Faccio seguire alcuni esempi significativi:
   1- Non parlare mai di “regimi dittatoriali”, contrepponendoli a quelli “democratici”. Perchè è una scemenza. I regimi dittatoriali non sono mai esistiti. Ogni dittatura non è che la prima fase di qualsiasi sistema affermatosi con una rivoluzione, quello liberale e quello marxista compresi, dopo uno scontro più o meno cruento. Il comandante militare (necessariamente monocratico) della fazione vincitrice dello scontro, si trasforma in dittatore del nuovo regime, finchè quello si consolidi, e produca la propria oligarchia. Se, per qualsiasi motivo, interno od esterno, tale consolidamento non avviene, il nuovo regime, quale che sia, conosce solo la FASE dittatoriale. Non perchè sia dittatoriale in sè. Anche il dittatore più illuminato ha i suoi limiti biologici. Bensì per il semplice fatto che la conduzione politica di agglomerati di milioni di persone non consente altro regime che l’oligarchia, che si tratti di monarchia o di repubblica o di federazione non importa. Lo si chiami come si vuole: qualsiasi regime non è che un’oligarchia mascherata.
   Come tutto ciò che è umano, anche chi si trovi nella condizione di dittatore può essere buono, mediocre o pessimo. Può essere un eroe e un saggio, o persino un ridicolo pagliaccio, mosso coi fili da un burattinaio fuori campo. Ma per come è lui: non perchè dittatore ! Facciamola finita !
  2- Destra, sinistra, centro, eccetera.
  L’argomento, sul quale tanto ci si accapiglia, finanche nella nostra pubblicistica, è un altro cui dovrebbe darsi spietatamente il bando. Sono infatti categorie che possono avere un senso solo in una concezione della storia radicalmente opposta alla nostra. La ridicolaggine illuministica della storia, non intesa come scienza del passato, e neppure come ammonizione per l’avvenire (magistra vitae), bensì come un flusso autonomo, procedente su binari già esistenti, sia in dietro che in avanti, con le pietre miliari rappresentate dal susseguirsi numerico dei secoli, e nella quale, quindi, è solo possibile retrocedere (destra)rallentare (centro) o accelerare (sinistra).
   Va da sè -anche se a noi non risulta punto- che accelerare sia il partito migliore, mentre l’opposto (detto “arretrato”) sia roba da parrucconi.
   Dovrebbe essere chiaro -per noi, del cui modo di essere fa fede essenziale la certezza che la storia non ha binari nè sensi vietati ed anche l’orgoglio di FARE la storia, anzichè guairle dietro come cuccioli smarriti- che tutti i termini, abusivi del nostro linguaggio e ereditati dalla topografia parlamentare della convenzione parigina, e dei suoi profeti come Diderot, D’Alembert o Rousseau, vanno accuratamente espurgati dai nostri scritti o colloqui, a pena di combinare assurdi guazzabugli.
   Una qualche autorità dovrebbe, quanto meno, esercitare in noi il fatto che il Duce, la margherita destra-sinistra non abbia mai voluto sfogliarla.
   3- Sorella gemella della sporcatura che definiremmo …topografica sopra denunziata, è la deriva progressista. E’ veramente strano che, nella unanimità vigente tra tutti i pensatori nostri, in fatto di critica a fondo del progressismo, fede inconcussa dei quacquaracquà assoldati da Mammona, occorra ugualmente non di rado che qualcuno si lasci sfuggire espressioni che, proprio allo stolto progressismo debbono la loro introduzione nell’Italiota parlato. Tipo abusati aggettivi come superato, sorpassato, ecc.
   4-  Ma forse il maggiore e più diffuso dei pregiudizievoli imbrattamenti del linguaggio dei “nostri” è quello di matrice evoluzionista, a torto detta Darwiniana.
   La teoria dell’evoluzione naturale, come è noto, dopo il colpo fatale inferto alla primitiva versione Lamarchiana ( e paleo-darwiniana) dal Weissman, allorchè il paziente fraticello dimostrò la non trasmissibilità genetica dei caratteri acquisiti, e dopo la sopravvalutazione Malthusiana della lotta per la vita, operata da C.R.Darwin (che, essendo persona seria, fece ammenda del proprio errore, definendolo precisamente  “oversicht”, ossia, appunto,  sopravvalutazione) , per non togliere il tappetino sotto i piedi a tutto il “pensiero moderno”, che ne aveva fatto il proprio feticcio, sia biologico che -soprattutto- sociologico e politico, non temette di fare scempio della matematica, con livelli di improbabilità equivalenti a zero, e, all’avvento del nuovo secolo (il ventesimo) si rifugiò nelle rare e casuali mutazioni del De Vries. Dette anomalie, come tutti sanno, sono di regola incompatibili con la vita e non parliamo poi della riproduzione. Affidare la creazione di nuove specie alle mutazioni era più assurdo e maniacale che sbattere per terra miliardi di cronometri di precisione, confidando che uno di essi ne conseguisse un … miglioramento! Davvero, di essere sbattuti per terra avrebbe dovuto essere la sorte dei “camici bianchi” prostituitisi a sostenere siffatte corbellerie, in cambio di onori, fama e stipendi, loro elargiti dalla plutocrazia regnante, per i propri disegni, tutt’altro che “scientifici”, grandemente favoriti dalla psicopatia endemica, per cui non vi fosse altra regola che il puro caso.
   Pronta e dilagante fu la reazione dei biologhi onesti, implacabili nel denunziare, non solo la mancanza della minima prova, ma addirittura i trucchi, i falsi e le frodi cui gli evoluzionisti giurati non si vergognavano di ricorrerre.pur di puntellare la loro traballante baracca. Chi scrive, ne è e ne è stato minuziosamente al corrente, avendo avuto la sorte di essere fratello del genetista prof. Giuseppe, uno dei più autorevoli capi-scuola mondiali della lotta contro la congiura evoluzionista.
   Tuttavia – e sia detto a loro merito – a vergare l’atto di morte dell’evoluzionismo, da oltre un trentennio (1980), furono proprio i vertici di quella tenace superstizione, convenuti da tutto il mondo al Chicago Field Museum of Natural History, con l’alta presidenza del luminare Francisco Ayala. Titolo del convegno era MACROEVOLUTION ?, e la domanda che quei riconosciuti vertici si ponevano era, nientemeno, la seguente: “ E’ possibile che una sterminata serie di piccole mutazioni casualmente favorevoli ai loro oggetti (micro-evolution) si siano, sempre  casualmente, sommate tra loro, sino a dar luogo a nuove specie, generi, ordini, classi e phila di viventi vegetali e animali (macro-evolution)?
   Chiaramente, veniva investito in blocco l’intero neo-darvinismo, come tratto a salvamento dalla “moderna sintesi” di Julian Huxley.
    La risposta del Field Museum, unanime, fu: NO.
    E allora ? Come si spiega che ancor oggi, a livello divulgativo come a quello di insegnamento scolastico inferiore e medio, l’evoluzionismo mutazionista di un Haekel o di un Teilhard de Chardin (S.J) sia spacciato come dogma scientifico indiscutibile e illustrato con alberi genealogici minuziosi quanto fantasiosi, con l’autorevole avallo dell’incompetente ministero competente?
   Quello è il punto da considerare, ai fini del nostro igiene del linguaggio.
    Perchè le nozioni biologiche e genetiche dei non-biologhi si limitano appunto ai menzionati livelli divulgativo e di scuole inferiori e medie, che, come tali, degli argomenti seriamente scientifici possono altamente sbattersene. Per i  controllori  di quei livelli, interessa soltanto che l’infarinatura di nozioni biologiche che viene consentita agli ignari utenti adempia al compito assegnatole di fare da stuoino “scientifico” alle loro frodi in danno dei popoli.
   La perdurante infarcitura del linguaggio, anche “nostro”, con termini arbitrariamente tratti da una scienza fraudolenta, e ridicolamente contrapposti dai latranti e truculenti analfabeti dei c. d. “centri sociali”, all’altrettanto fraudolento “Creazionismo”, trova così la sua spiegazione, ma anche la motivazione per dotare la nostra militanza degli anticorpi idonei a non restarne vittima.
   Come? Un malvezzo mentale non può trovare altra terapia che nell’abitudine opposta. Depurare quindi i nostri modi di esprimerci da tutti i numerosissimi termini e locuzioni ereditati dall’evoluzionismo, e sopravviventi, a creare disordine, sia dal medesimo che dalle sue arbitrarie estensioni sociopolitiche e persino morali.
   Ho voluto, col presente intervento, solo fornire degli esempi, convinto di trovare più apertura che con una più esauriente trattazione teorica.
   Lo spero.

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LA RAZZA – LA STIRPE

I traditori della stirpe covano, in loro, la speranza che l’alluvione di altri popoli, specie animali e meticciati da altre parti del mondo porti nuova energia all’Occidente ormai esausto. Ma loro, i traditori, ignorano alti valori quali lealtà e guerra, audacia e forza, verità biologica e destino. Già, la verità biologica, che sempre e comunque prevarrà. Ma poi, cosa mai chiameranno, inopportunamente, occidente? L’Europa? Dimenticano – forse – che in Europa per oltre 5000 anni c’è stato un esatto assetto razziale e si sono avvicendati succeduti imperi ed epopee, in una eterna primavera della potenza? L’Europa è Borea, non Occidente, è stata ed è – almeno negli individui non degeneri che la rappresentano, la personificazione della luce, è nitidezza, è vigore, è sangue e nervo. E allora, Occidente saranno gli yankee – surrogato di mille e mille incroci meticci, con il disordine pietrificato delle sue città e della sua non storia, non l’Europa, che è ormai di pochissimi! E in merito all’energia dei nuovi barbari, di cosa parlate? Di risentimento, odio, impeto? La loro rabbia, che spesso è manifestata dalla schiuma alla bocca, potrà mai chiamarsi “energia”, se poi la loro unica manifestazione è il tradire la terra dei padri violentando l’Europa con continue profanazioni delle frontiere, mediante reiterate migrazioni di meticciati multicolori? Ma applicatele a casa vostra, questa deviata “energia”, non prima di esservi civilizzati, costruendo strade, pozzi, villaggi, scuole, non prima di esservi resi autosufficienti nella misura in cui possiate bastare a voi stessi! Esercitate la vostra energia nei vostri habitat, sotto il vostro cielo, evitando di contaminare ancor più il cuore dell’Europa. 
La leggenda secondo cui l’alluvione allogena generi nuova linfa per le nostre terre è la bugia più colpevole e fotografa l’animo corrotto di chi ci si arrocca intorno, che risolve nella menzogna il proprio essere bastardo nell’anima e intimamente caotico. 
Tale leggenda appartiene solo agli ipocriti che non osano dire, ai pusillanimi che non riescono a reagire, ai minorati che non riescono a vedere e prevedere, ai degeneri che dimenticano, ben consci del fatto che il ricordo dei loro padri svergognerebbero la loro pur vigliacca fragilità. Non è legge sempiterna il fare la guerra a tutti i costi al barbaro invasore, ma lo si può anche combattere rinunciando all’opposizione furente, isolandosi nel proprio universo, rifuggire all’universo caduco dell’equivoco per elevarsi alla condizione di realtà essenziale a cui si appartiene, e in gesto di sprezzo rinunciare a barricate, rivoluzioni e sassaiole, isolandosi, ignorando i mali del millennio e guardare il paesaggio delle idee e dei ricordi di cui si è figli e portatori. Ma ciò che non perdoneremo è la travisazione del dissidio e l’infamia di chi vuole spacciare la degenerazione bieca come palingenesi, come nascita del nuovo. A costoro noi auguriamo di sentire sul proprio corpo lo stupro, ma forse la loro anima corrotta ed il loro intelletto pronto ad ogni piccolo e grande tradimento proverebbe piacere!

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